




Eh sì, diciamocelo: nessun gruppo di lavoro può essere efficace se gli obiettivi che deve raggiungere non sono chiari e ampiamente condivisi dai suoi membri.
Noi siamo partiti con questa convinzione! Beh, a dirla tutta, abbiamo aggiunto alla "ricetta" base 1/3 di gran qualità nella comunicazione tra di noi e l'abbiamo completata con 1/3 di clima amicale, con un sostegno leale e reciproco davvero invidiabile.
...Ok, ok, c'è anche una "spruzzatina" di competenza dei singoli, ciascuno si occupa di quello che sa fare naturalmente al meglio. Risultato?
Il Comitato Direttivo di ADA Lazio: Antonio, Lucia, Francesco, Livio e Salvatore.
Tutti accomunati dal desiderio di far bene, di sentirsi realmente al servizio dei Soci, di tenere particolarmente al prestigio di questa grande Associazione che può annoverare, tra i propri iscritti del passato e del presente, eccellenti professionalità di questo settore.
Siamo davvero convinti che l'Associazione sia il luogo virtuale, ma talvolta molto, molto reale, dove convogliare tutte le nostre esperienze, le nostre informazioni, le nostre conoscenze, dove il sapere di "uno" possa diventare consapevolezza di "tutti"; dove il problema di alcuni possa essere risolto con l'aiuto di tutti; dove la nostra professionalità possa trovare terreno fertile per crescere sempre di più, come una solida quercia.
Siamo anche consapevoli che per offrire tutto questo bisogna essere, tutti, al passo con le mutazioni irruente che il comparto turistico subisce sempre più frequentemente.
E' necessario investire costantemente nella formazione, essere protagonisti dell'informazione professionale, divenire partner autorevoli delle Istituzioni locali e competenti per quelle scolastiche.
Insomma, questo vorremmo essere, questo vorremmo dimostrare ai quei Soci Onorari e Pensionati che ci hanno preceduto con tanto merito, questo è quanto dovremo dimostrare a quei Soci in attività che vogliono trovare le giuste risposte professionali all'interno della nostra Associazione.
L’Associazione dei Direttori d’Albergo ha carattere professionale e sviluppa al suo interno e all’esterno doverose relazioni sociali, allo scopo di valorizzare, in generale, gli aspetti peculiari della società civile ed in particolare il patrimonio culturale di settore, i valori della tradizione alberghiera, il progresso scientifico e tecnologico, la ricerca, svolgendo con ogni possibile forma, qualsiasi azione consentita, utile e giovevole alla crescita culturale, professionale e civile dei propri associati.
L’A.D.A. Lazio si prefigge, inoltre, di sviluppare iniziative finalizzate all’aggiornamento, alla formazione, al perfezionamento professionale e culturale, dei Soci e non Soci, mediante il proprio Centro Studi Manageriale, o altri organismi di supporto.
In questo ambito si pone il conferimento delle Borse di Studio A.D.A. Lazio che costituisce, da alcuni anni, uno tra i più importanti appuntamenti del nostro sodalizio.
Ogni anno L’A.D.A. Lazio mette a disposizione degli alunni più meritevoli, scelti fra quelli che frequentano l’ultimo anno degli Istituti d’Istruzione Superiore con indirizzo turistico–alberghiero della Regione Lazio, un Borsa di Studio che si articola su vari interventi, fra i quali i principali sono:
Scopo evidente di queste Borse di Studio è quello di avvicinare gli alunni alla realtà che ogni Direttore d’albergo vive quotidianamente, ma soprattutto quello di intervenire sui nostri ragazzi e ragazze per dar loro modo di raggiungere una formazione quanto più completa che li introduca in maniera determinante al mondo del lavoro.
Strettissima ed indispensabile è la collaborazione con gli Istituti Scolastici e con le Istituzioni territoriali; gli ottimi rapporti instaurati nel corso di questi anni con Presidi e Professori ci ha consentito di partecipare a:
...ma soprattutto di poter presentare con autorevolezza e credibilità agli organismi territoriali un progetto di ampio respiro che porterà la nostra Associazione ad incidere profondamente sul sistema formativo del comparto turistico – alberghiero, progetto che è attualmente al vaglio delle Istituzioni e del quale si prevede a breve la relativa pubblicazione.
Lavorare in questa direzione è stato, e sempre di più, sarà determinante per la costituzione di una sinergia, sia con le scuole che con le istituzioni, volta a creare sempre più occasioni per i nostri giovani, di trovare un immediato sbocco nel mondo del lavoro, e a noi stessi, per poter contare su personale altamente qualificato, criterio indispensabile per il raggiungimento di quell’eccellenza che deve essere alla base della vera "OSPITALITA’ ITALIANA".
Il 7 ottobre del 1955 si riuniva a Milano un comitato per costituire l’Associazione Direttori d’Albergo (A.D.A.), formato da Ernesto Bob, che sarebbe divenuto il primo Presidente Nazionale, restando in carica per ben 12 anni, Paolo Bortini, Giovanni Fanfoni, Bruno Galleani, Antonio Marietti, Luigi Morazzoni, Arturo Omarini, Willy Panzer, Ugo Perticone, G. Quarti di Trevano, Angelo Sironi, Aldo Tadisi, Bruno Tomei, Carlo Valensin, Giovanni Widman.
La prima assemblea avveniva il 25 gennaio dell’anno successivo, il 1956, all’Albergo Cavalieri di Milano. In quell’occasione si approvavano lo statuto e le cariche sociali.
La storia dell’associazione aveva cosi inizio con i suoi 26 soci fondatori:
I principi ispiratori dell’A.D.A focalizzavano essenzialmente i problemi della categoria, con particolare riferimento alla crescita professionale degli associati, alla loro stabilità occupazionale.
Tratteggiare la storia di un qualsiasi sistema organizzato richiede un buon grado di compenetrazione contestuale negli accadimenti, in caso contrario si rischierebbe di fare un cattivo servizio sia ai personaggi storici, sia ai lettori, poiché, senza storiografia, qualsiasi scenario sarebbe poco attendibile. Occorre, quindi, preliminarmente comprendere come nel 1955 la situazione alberghiera fosse profondamente diversa da quella attuale e la figura del direttore d’albergo non avesse notorietà a livello d’informazione generale, di sistema sociale e produttivo.
Tanto per citare alcuni esempi, in quell’anno non erano stati definiti lo statuto dei lavoratori, altri aspetti di natura fiscale o ambientale come oggi, in virtù di condizioni sociali, di mercato del lavoro che nel settore dei servizi si differenziavano dagli altri comparti produttivi nazionali di tipo industriale e commerciale. Si pensi, per esempio, come il costo del lavoro all’epoca fosse abbastanza contenuto per effetto della percentuale di servizio quale elemento fondante del salario o dello stipendio, che consentiva quindi organici numerosi, con ricadute favorevoli sulla qualità, o come l’autorità del direttore derivasse fortemente dalla posizione occupata piuttosto che dalla sua autorevolezza.
Prevalentemente, com’era giusto che fosse, il direttore d’albergo dunque si preoccupava della qualità dei servizi, delle relazioni interpersonali con i clienti e la proprietà, un po’ meno di altre cose, stando al fatto che vigeva la concezione della funzione di vendita passiva (d’attesa), per la ben nota contrazione dell’offerta alberghiera e di condizione monopolistica degli alberghi al top che la caratterizzava, anche in relazione all’approccio dirigenziale, parzialmente orientato, che ben si adattava al tempo, ma che oggi sarebbe insufficiente. L’anno successivo alla sua costituzione, gli iscritti a A.D.A. diventavano 164. In quel periodo erano delineati i rappresentanti regionali, nominati direttamente dal consiglio direttivo.
L’azione dell’associazione determinava, quindi, la volontà di considerare il direttore d’albergo un dirigente d’azienda e, infatti, Bob e Levet entravano a far parte del consiglio generale della CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti Azienda) e Tadisi, Tomei, Quarti di Trevano e Morazzoni, consiglieri regionali. Sotto la presidenza di Bob, con esiti favorevoli, si avviavano contatti con il Ministero del Lavoro finalizzati all’apertura di scuole alberghiere e si consolidavano relazioni con l’American Manager Association presieduta da Lewis, che, di fatto, diventavano i primi approcci con il mondo culturale alberghiero anglosassone.
Si comprende, quindi, come agli inizi dell’attività, nell’A.D.A. ,vi siano state parecchie difficoltà da superare, poiché si trattava di far confluire, in un sistema organizzato e ordinato, professionisti maturati sul campo, abituati a essere capi incontrastati e osannati, con forte temperamento e tratto personale rimarcato, essendo, questi, dirigenti d’alberghi prestigiosi, a contatto con una clientela ricca o aristocratica o appartenente all’alta borghesia, sia italiana, sia estera. L’anno successivo, nel 1958, i soci diventavano 191 e l’assemblea generale si svolgeva a Roma, all’Albergo Plaza di Via del Corso.
Nell’occasione partecipavano le massime autorità dello stato e i soci incontravano, in udienza speciale, il Santo Padre, Pio XII. Sul piano delle relazioni istituzionali, nel 1960, il Ministero della Pubblica Istruzione invitava l’A.D.A a partecipare alla commissione di studio per la formulazione dei programmi per gli Istituti Professionali Alberghieri di Stato, di ciò si occupava il vice presidente del tempo Bruno Galleani, la cui opera professionale e associativa gli procurava la nomina a Presidente Onorario. L’aggregazione di minisistema, la discussione collegiale, il confronto fra i soci, il mutamento delle condizioni ambientali esterne all’albergo, maturavano le rivendicazioni di status e il 20 novembre del 1961, sotto l’azione d’A.D.A, che non svolgeva attività sindacale diretta, si stipulava il primo contratto per dirigenti alberghieri.
La delegazione dei direttori firmatari vedeva impegnati Levet, Bob, Ottolini, D’Avanzo, De Giorgis, Petazzi, Tomei, Zini. Nel 1966, Bob e Ottolini erano ricevuti dal Ministro per il Turismo Corona, il quale, pur dimostrando vivo interesse per l’albo professionale dei direttori d’albergo, non dava alcun seguito al progetto, anche per le ben note resistenze del sistema imprenditoriale. Dopo Roma, seguivano diverse assemblee generali dei soci a Palermo, Milano, Torino, Cervinia, Napoli, Genova, Fermo, Perugia, Sanremo e a Vietri sul Mare (Salerno) Ernesto Bob lasciava, per dimissioni, la presidenza e gli subentrava Gaetano Nino Ottolini.
Terminata la lunga presidenza di Ernesto Bob, la sede dell’associazione si sposta da Milano a Roma e Gaetano Nino Ottolini, nel 1969, diventa il secondo presidente nazionale. Il team dirigenziale era completato da Marcello Losi e Domenico de Biasi (vice-presidenti) e Ferruccio Tacconi tesoriere. I soci erano 385 e la XIV assemblea generale, la prima sotto la presidenza Ottolini, aveva luogo a Vietri sul Mare. Nel 1973, De Biasi è sostituito da Aldo Vagnozzi, nuovo vicepresidente, e Roberto Groebner, invece, occupa il posto di Ferruccio Tacconi. Ottolini dura in carica sino al 1975, sei anni di mandato, e sotto la sua presidenza si costituisce il Centro di Studi Superiori, con il patrocinio della Martini e Rossi, che paradossalmente diventa, successivamente, motivo d’incomprensione all’interno dell’associazione.
Tuttavia, a Ottolini va il gran merito di aprire i contatti a livello internazionale, giacché porta in Italia valenti professori universitari della Cornell University per un ciclo di seminari finalizzati a nuove tecniche direzionali. Si tratta di una svolta storica dell’associazione che, adeguandosi ai tempi, avverte l’esigenza di aprirsi all’esterno, spostandosi dal carattere di semplice amicale in una diversa posizione, che tenesse conto delle esigenze professionali della categoria. Ottolini, infatti, come peraltro aveva fatto Bob in precedenza, era sempre presente nelle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro per i dirigenti di aziende alberghiere e a Firenze, nel 1975, in occasione della XX assemblea generale dei soci, fra l’altro, introduceva il tema del ruolo del direttore d’albergo nel contesto sociale del tempo, evidenziandone le problematiche. Con la sua relazione egli rendeva evidente come il direttore d’albergo, pur muovendosi in un contesto socio-economico rilevante, il suo profilo non fosse sufficientemente valorizzato. Al tempo, esisteva uno stato di conflitto in ordine alle funzioni del direttore e alla distinzione civilistica, e di fatto fra le funzioni impiegatizie e quelle dirigenziali.
Ormai l’A.D.A. cresceva e, di conseguenza, i fermenti erano notevoli. Sotto la presidenza di Ottolini, senza che ne avesse colpa alcuna, avvenne la scissione ad opera di alcuni valenti colleghi che non s’identificavano più nella linea politica associativa, i quali fondarono l’E.H.M.A., associazione a livello europeo che perseguiva medesimi obiettivi, sia pure in un contesto e con presupposti diversi.
Nelle dinamiche interne a quel punto s’inseriva una nuova classe dirigente che cominciava a fare sentire la sua voce e che, partendo dalla Sicilia, si propagava, via via, nel resto del paese. La” nuova frontiera”, capeggiata da Sandro Attanasio, in sede regionale era composta da Franco Arabia, Vittorio de Martino, Bruno Intravaia, Massimo Lalia Morra, Enzo Vinciguerra, Antonio Croci, Franco Agrati; e da lì a poco faceva sentire la sua voce con il primo Convegno di Tecnologia turistica-alberghiera, a Messina, che resta una pietra miliare nella storia associativa e che determinava una svolta nel modo d’intendere l’associazione.
Siamo alla storia contemporanea e non a caso di quel manipolo di giovani, prima Franco Arabia, successivamente Vittorio de Martino e di nuovo Franco Arabia diventano entrambi presidenti nazionali: Arabia è in carica al suo quarto mandato quadriennale non continuativo.
Infatti, dopo le elezioni avvenute sui territori regionali la nuova Giunta Esecutiva risultata così composta:
Franco Arabia (Sicilia), presidente, vice presidente-vicario Francesco Guidugli (Lombardia), Adriana Wu ( Emilia Romagna), vice-presidente, Serge Ethuin ( Lazio), vice-presidente; Antonio Giubileo ( Basilicata), amministratore, Antonio Pellegrino (Toscana), Consigliere; Maurizio Baggetta ( Calabria ), consigliere. I nuovi sono Adriana Wu, in atto vice presidente operativo del Centro Studi Manageriali di A.D.A.; Serge Ethuin, direttore generale del “Rome Cavalieri Hilton - the Waldorf Astoria collection”.
I Presidenti Regionali eletti sono:
Abruzzo - Molise: Giampaolo Ferraro (confermato); Basilicata: Michele Trupiano (confermato); Calabria: Demetrio Metallo (confermato); Campania: Alberto Alovisi(confermato); Emilia-Romagna: Luciano Eumenidi (confermato); Liguria: Alessandro D’andrea (confermato); Lazio: Francesco Mennella (nuovo); Lombardia: Piero Rotolo (confermato); Piemonte: Dario Dadone (confermato); Puglie: Bartolo D’Amico (confermato); Sardegna: Felice D’Ambra (confermato); Piero benigni (confermato),Sicilia; Toscana: Andrea Vendali(confermato); Trentino Alto Adige: Antonio Marroni (confermato); Umbria: Angelo Felice (nuovo); Veneto: Christian Zingarelli (nuovo).
Il quadro emerso delinea un ottimo grado di stabilità politica, di maturità e di consensi all’attuale classe dirigente di A.D.A., considerando – fra l’altro - che alcuni uscenti hanno abbandonato per loro stessa volontà, per impegni professionali.
Gennaio 2011 - Rinnovati i Quadri dirigenti di A.D.A.
Dopo le regolari elezioni avvenute sui territori regionali, il 15 gennaio 2011, su convocazione del Presidente Nazionale di ADA, a Roma, il Consiglio delle Regioni dell’Associazione Direttori d'Albergo (A.D.A.), ha provveduto a rinnovare i propri Quadri.
Demetrio Metallo, Presidente di ADA Calabria è il nuovo coordinatore del Consiglio; Luciano Eumenidi, Presidente di ADA Emilia Romagna è il Vice-coordinatore; Bartolo D’amico, Presidente di ADA Puglia ha mantenuto la carica di Segretario.
Il Consiglio delle Regioni ADA, dopo l’insediamento, ha provveduto a rinnovare il Collegio Sindacale e il Collegio dei Probiviri per il quadriennio 2011-2014.
Presidente del Collegio Sindacale è risultato essere Piero Bressan (Lombardia), mentre gli altri due componenti sono Alberto Fregola (Calabria) ed Egidio Pellegrini (Liguria); Supplenti, Giovanni Gulli (Umbria) e Giandonato Di Santo (Puglia).
Presidente del Collegio dei Probiviri è stato eletto Hugo de Biasi (Trentino Alto Adige). Componenti: Piero Feretti (Calabria) e Claudio Gilli (Piemonte); Supplenti: Vittorio Centanni (Lombardia) e Adolfo Tavernier (Lazio).
Nella stessa seduta, il CDR ha proceduto all’apertura dell’unica lista pervenuta, a norma di statuto e regolamento elettorale, candidata per il Governo Nazionale di ADA, contraddistinta dalla lista “Progredire nella Tradizione”, per il rinnovo della Giunta Esecutiva, che è risultata così composta:
Presidente: Franco Arabia (Sicilia)
Vice presidente-vicario: Francesco Guidugli (Lombardia)
Vice-presidente: Adriana Wu (Emilia Romagna)
Vice-presidente: Serge Ethuin (Lazio)
Amministratore: Antonio Giubileo (Basilicata)
Consigliere: Antonio Pellegrino (Toscana)
Consigliere: Maurizio Baggetta (Calabria)
I nuovi sono Adriana Wu, in atto, Vice-presidente operativo del Centro Studi Manageriali di ADA e Serge Ethuin, Direttore Generale del “Rome Cavalieri Hilton - the Waldorf Astoria collection”.
I Presidenti Regionali eletti sono:
Abruzzo-Molise: Giampaolo Ferraro (confermato)
Basilicata: Michele Trupiano (confermato)
Calabria: Demetrio Metallo (confermato)
Campania: Alberto Alovisi (confermato)
Emilia-Romagna: Luciano Eumenidi (confermato)
Liguria: Alessandro D’andrea (confermato)
Lazio: Francesco Mennella (nuovo)
Lombardia: Piero Rotolo (confermato)
Piemonte: Dario Dadone (confermato)
Puglia: Bartolo D’Amico (confermato)
Sardegna: Felice D’Ambra (confermato)
Sicilia: Piero Benigni (confermato)
Toscana: Andrea Vendali (confermato)
Trentino Alto Adige: Antonio Marroni (confermato)
Umbria: Angelo Felice (nuovo)
Veneto: Christian Zingarelli (nuovo)